Notizie

  • 30° anniversario aziendale - 15 luglio 2010
    Buongiorno sig.ra Lisa, volevo ringraziarla, ieri sera è stata veramente una bellissima serata.
    Il posto incantevole, Biagio e tutti i ragazzi veramente molto carini e professionali. I miei ospiti sono rimasti molto colpiti e non c'è pubblicità migliore di questa. Spero ci saranno altre occasioni per sentirci, la saluto
    cordialmente
    Agnese CortesiCO.EL: srl

  • Prova Peugeot - dicembre 2009

  • Itinerario Manzoniano
    - Villa Manzoni
    - La Chiesa di Don Abbondio.
    - Il Palazzotto di Don Rodrigo (è ben visibile dal rione di Acquate).
    - La presunta Casa di Lucia di Olate (identificata dagli studiosi di topografia manzoniana seguendo soprattutto il romanzo edito).
    - La tradizionale Casa di Lucia ad Acquate (oggi è un'osteria che ospita di frequente mostre fotografiche e varie iniziative).
    - Il Tabernacolo dei Bravi.
    - Il Castello dell'Innominato.

    La Villa Manzoni è la prima tappa del percorso; qui é possibile assistere alla visione di un video che racconta in dettaglio la storia della dimora della famiglia Manzoni.
    La Villa é sita in via Arlenico, all'angolo con via Amendola e dista dalla centrale piazza Manzoni (con il monumento all'illustre personaggio) circa 15 minuti a piedi; inoltre é facilmente raggiungibile in auto e dispone di un ampio parcheggio.
    Nelle vicinanze della Villa, a circa 10 minuti a piedi, si può visitare la Chiesa del Convento di Pescarenico. Nella piazza Fra' Cristoforo è visibile un Ossario del 1699 con i resti dei frati francescani morti di peste. A pochi passi, in direzione del fiume Adda, sorge il Villaggio dei Pescatori attorno all'antica piazza Era. Alla foce del torrente Bione una targa ricorda la notte della fuga dei Promessi Sposi dalla città natale.
    La seconda fase dell'itinerario si svolge nei rioni della parte alta della città. Qui luoghi del romanzo sono visibili solamente dall'esterno, in quanto si tratta di edifici appartenenti a privati.
    Il percorso fin qui descritto impegna circa mezza giornata. Una variante pomeridiana può essere la visita al Castello dell'Innominato che si trova nel paese di Rossino in località Calolziocorte. Per raggiungerlo in auto da Lecco occorre seguire la strada in direzione di Bergamo per circa 5 km e, giunti nel comune di Calolziocorte, seguire le indicazioni Rossino.

    LUOGHI

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    Castello dell'Innominato
    Venendo da Calolzio, sul confine con la provincia di Bergamo, si ammira subito lo sfondo manzoniano e lo sguardo si sofferma sul colle sul quale giace il bellissimo Castello di Rossino. Il Castello è una complessa costruzione di origine medioevale, cinta da mura e si ritiene che sia stato eretto prima del Duecento. Fu una delle fortezze della potente famiglia Benaglio, signori della Val San Martino, che nel duecento e trecento dominarono il paese di Rossino. Passato successivamente alla famiglia Rota, il castello perse nel tempo parte del suo prestigio fino alla fine dell'Ottocento, quando fu riattato in forma di maniero. Il complesso è racchiuso entro un recinto merlato che comprende un ampio casamento a pianta rettangolare e una spettacolare torre in pietra risalente al 1200, che si erge nel punto più alto del colle e si eleva su quattro piani ed è perfettamente conservata. Si tratta di una solida costruzione ben lavorata agli spigoli, con finestre moderne, finestre trilitiche e finestre con arco a tutto sesto. La torre presenta una copertura a capanna.

    Salendo da Calolziocorte verso Rossino, su un lato si trova la via della Malanotte dove un tempo sorgeva la 'Taverna della Malanotte'.

    Proseguendo lungo la statale, si arriva a Chiuso, che porta il vanto di essere stato la dimora del "sarto" e teatro della conversione dell'Innominato, operata dal cardinale Federico Borromeo.
    Non v'è dubbio che Chiuso sia il paese della conversione dell'Innominato, per la ragione che nella prima edizione il Manzoni lo nominava espressamente. "E' l'unico paese del territorio che non è soggetto alla pieve di Lecco, e la disposizione della chiesa e della casa parrocchiale presentano i particolari indicati nel romanzo ". (L.Apostolo).


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    Villa Manzoni
    La casa del Manzoni al Caleotto è sempre stata fonte di non poca attrattiva: il fatto che il poeta vi abbia trascorso parte della giovinezza e che qui sia scaturita la trama del romanzo avente per fondale il nostro paesaggio, ha costituito un valido motivo per l'interessamento di una vasta cerchia di amatori. Effettivamente Alessandro Manzoni, che era nato a Milano nel 1785, passò qui al Caleotto buona parte dell'infanzia e della giovinezza.
    Nella originaria i Manzoni si trasferirono circa nel 1620 dalla Valsassina; la villa dovette poi subire radicali modifiche. Secondo il Polvara, l'edificio fu ricostruito includendo parte di fabbriche più antiche (in una vi era la data 1648), non prima del 1770, essendone stato architetto l'abate Giuseppe Zanoja, canonico di S.Ambrogio e professore di architettura all'Accademia di Brera.
    Alessandro Manzoni, che fu primo deputato in alcuni "Convocati Generali" del Comune di Lecco tra il 1816 e il 1817, dovette vendere tutta la proprietà del Caleotto alla famiglia Scola nel 1818. Tornò l'ultima volta nel 1821 per portarsi a Milano il fido servitore Comino.
    Sul fronte del palazzo avito è murata una lapide dettata da Cesare Cantù: ALESSANDRO MANZONI IN QUESTA VILLA SUA FINO AL 1818 SI ISPIRAVA AGLI "INNI" ALL'"ADELCHI" AI "PROMESSI SPOSI" OVE I LUOGHI, I COSTUMI, I FATTI NOSTRI E SE STESSO IMMORTALAVA Caratterizzano la Villa, a piano terreno, gli ambienti di vita famigliare e i rustici delle scuderie; nel perimetro è compresa la neoclassica Cappella dell'Assunta, dove riposano le spoglie del padre del Poeta, Don Pietro Manzoni, morto nel 1807.
    Nella Villa si trova la Pinacoteca comunale ricca di dipinti di Scuola Lombarda del '600 e '700, nature morte, ritratti dell'ottocento, ecc… Sono esposti inoltre vari quadri del lecchese Carlo Pizzi dedicati alla Città; pitture e sculture contemporanee da Dorazio a Baj a Cavaliere donate da un gruppo di "Amici del Museo". Notevole è il salone centrale, con decorazioni classicheggianti, da alcuni attribuite a rimaneggiamenti voluti dallo stesso Romanziere; nelle sale sono custoditi vari ricordi di famiglia.

    Pescarenico
    ..."E' Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell'Adda, o vogliam dire del Lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare...".
    Dall'epoca della descrizione del Manzoni, ben poco v'è di cambiato. Qualche casa abbellita e alcuni nuovi edifici danno un tono più moderno a questo lembo della vecchia Lecco. Le stesse viuzze strettissime e casette addossate l'una sull'altra con ballatoi esterni di legno e brevi cortiletti, vi imprimono una speciale attrattiva. In piazza Padre Cristoforo si profila la parrocchiale dei SS.
    Lucia e Materno, l'antica chiesa del convento. La prima pietra fu posta - come narra la "cronichetta" di fra' Bernardo d'Acquate - nel maggio del 1576, per volere del governatore della Piazza di Lecco D. Giovanni Mendozza, Cavaliere di S. Jago. Questi ottenne di poter fabbricare un convento che desse ai Cappuccini "maggior comodità di alloggiare nei passaggi che facevano venendo da Bergarno per andare a Como o a Domaso". A sinistra della parrocchiale trovasi la chiesetta dedicata a S. Gregorio, preesistente a quella dei Cappuccini. Nella parrocchiale vi sono altari lignei, composizioni in cera a cartapesta, un dipinto del Cerano (1600). Del vecchio convento rimangono il cortile e alcune celle, oltre alla stanza dove fu ospitato per anni Antonio Stoppani, geologo lecchase. I1 caratteristico campaniletto a sezione triangolare fu ricostruito circa il 1715.

    Chiesa di Don Abbondio
    La chiesa di Olate, dedicata oggi ai Santi Vitale e Valeria, era la parrocchiale del villaggio (in realtà oggi Olate è un rione di Lecco) natale di Lucia.
    Secondo una tradizione ancora oggi viva tra chi sceglie di celebrare matrimoni con il rito cattolico, sede della cerimonia deve essere la parrocchia della sposa.
    Seguendo quindi questa tradizione proprio il parroco di Olate (nei Promessi Sposi don Abbondio) avrebbe dovuto officiare le nozze di Renzo e Lucia. Tutti sanno come poi le vicende del romanzo hanno reso travagliato questo matrimonio, sta di fatto che viste le origine piuttosto antiche della chiesa di Olate, il Manzoni deve aver fatto certo riferimento a quella che ancora oggi è sede di una delle parrocchie di Lecco.
    Inoltre la presunta casa di Lucia (è molto meno che Manzoni abbia effetivamente fatto rifermento a una vera casa del rione) si trova a non più di 50 metri dalla piazza antistante la chiesa.

    Palazzotto di Don Rodrigo
    ..."Il palazzotto di Don Rodrigo sorgeva isolato, a somiglianza di una bicocca, sulla cima di uno dei poggi ond'è sparsa e rilevata quella costiera... Appiè del poggio, dalla parte che guarda verso mezzogiorno, e verso il lago, giaceva un mucchietto di casupole, abitate da contadini di Don Rodrigo; ed era come la piccola capitale del suo piccol regno". I1 palazzotto della creazione artistica del Manzoni è situato sul promontorio dello Zucco, sopra Olate. Vi si arriva imboccando una "viuzza a chiocciola" che porta fino alla piccola spianata antistante. Risalente al '500, fu costruito dai nobili Arrigoni di Introbio. Tra i vecchi proprietari vi fu un conte Salazar, di origine spagnola. II palazzotto appariva nella identica descrizione de' "I Promessi Sposi" sino al 1938, data dei rifacimenti, che ampliarono la torretta, ricostruendola piti bassa, e le finestre come appaiono tuttora. Fu luogo di raduno dei patrioti del 1848.

    Casa di Lucia
    ..."Dominate da questi pensieri, passò davanti a casa sua, ch'era nel mezzo del villaggio, e, attraversandolo, s'avviò a quella di Lucia, ch'era in fendo, anzi un po' fuori. Aveva quella casetta un piccolo cortile dinanzi, che la separava dalla strada, ed era cinto da un murettino". (Cap. II). ... "e, visto tutto deserto e tranquillo di fuori, fece venire avanti due di quei tristi, diede loro ordine di scalar adagino il muro che chiudeva il cortiletto, e, calati dentro, nascondersi in un angolo, dietro un folto fico...". (Cap. Vlll). La presunta casa di Lucia è sita nella frazione di Olate, designata da vari studiosi come il paesello degli Sposi. Attraverso un portale, decorate da un'Annunciazione cinquecentesca, si passa nel rustico cortiletto, dominate da una vecchia torre "colombera". La tradizione ricorda un'altra casa di Lucia in via Resegone, nella frazione di Acquate, dove si trova un'antica trattoria e dal cui cortile si osserva chiaramente la collina del Palazzotto di Don Rodrigo.

    Chiesa di Pescarenico
    Contiene una delle opere d'arte più singolari del Lecchese: si tratta di nove casette di vetro contenenti composizioni in cera policroma riferibili alla cultura napoletana del tardo Seicento; rappresentano sette scene di vita di Cristo e della Vergine e due scene della vita dei Santi Francesco e Chiara. All'interno una splendida pala dipinta da Giovan Battista Crespi detto Cerano (1600) illustra i patroni Francesco e Gregorio Magno adoranti la Trinità.

  • Gite sul lago
    Il lago di Lecco è il ramo sud-est del lago di Como.
    La navigazione del lago ha origini molto antiche ed il servizio "pubblico" di navigazione risale alla prima metà dell'800. La navigazione del lago è sempre stata utilizzata come servizio per gli spostamenti degli abitanti e come attrattiva turistica in quanto consente uno sguardo esclusivo a molte splendide località che si affacciano sul lago.
    Mini crociere semplici percorsi con motonave o traghetto offrono la conoscenza di paesaggi molto suggestivi ed alcune gite organizzate consentono anche scali con escursioni. In partenza da Lecco si effettuano mini crociere senza scalo fino ad Abbadia Lariana, Mandello del Lario o fino ad Onno. Una minicrociera classica è quella diurna che porta da Lecco a Piona con sosta di un'ora per visitare l'abbazia di Piona e ritorno a Lecco ed è possibile pranzare a bordo. Con la motonave si può, invece, partire da Lecco ed arrivare a Bellagio passando per Abbadia Lariana, Mandello Lario, Onno, Vassena, Limonta, Lierna.

  • Monte Resegone
    Il monte Resegone deve il suo nome alla tipica forma frastagliata, dalla cima si gode di un ottimo panorama, con la possibilità di rinfrancarsi al Rifugio Azzoni proprio sotto la vetta e una varietà incredibile di percorsi, dalla ferrata impegnativa alla passeggiata nel bosco, o al Rifugio Stoppani - mt. 890 sito in Val Comera sulle pendici del Resegone, poco sopra le baite di Costa. Completamente ricostruito in muratura nel 1978, dispone di sale per colazione al sacco e servizio di ristorante e di 22 posti letto al piano superiore.

    Le cime del Resegone sono state teatro storico dell'alpinismo lombardo, oggi propongono itinerari di varie difficoltà che costeggiano i diversi versanti.
    Segnaliamo l'escursione Rotary, richiamandosi al Manzoni , parte dalla presunta casa di Lucia a Lecco e si conclude alla Rocca dell' lnnominato sopra Calolziocorte.
    Unico è il panorama che si può godere dai Piani d'Erna, piacevole località ai piedi del monte Resegone, servita da una comoda funivia dove si aprono diverse possibilità all'escursionista: il Sentiero natura, le ferrate, le piste di sci d'inverno.
    Il monte Resegone è costituito prevalentemente da rocce calcareo-dolomitiche, di origine marina, e comprende anche bancate di roccia molto pura, vistosamente sfruttate dall'uomo, che ha prodotto, e continua a produrre, ferite sempre più estese nei fianchi del Monte Magnodeno per estrarre calcare per l'industria siderurgica e materiali per l'edilizia.

    Il panorama che si ammira nelle giornate limpide dalla sua cima è grandioso e imponente: Lecco e le montagne lecchesi, la Brianza con i suoi laghi, le Prealpi comasche e bergamasche, le Alpi dal Monviso alle Retiche. Quasi evanescenti oltre la Pianura Padana, gli Appennini.

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